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              PELLEGRINAGGI DI CARITA':  

Novembre 2022

Dal 16 al 20.11.2022. Mercoledì 16 novembre. E’ un convoglio organizzato dall’Associazione “A Braccia Aperte con Maria” di Cuorgnè (TO), guidato da Gianluca Noascono. Alle 16,30 partono da Castellamonte i primi 6 furgoni con 14 volontari. A Villarboit si aggiunge Maurizio di Biella con altre 5 persone e quando arrivano a Gonars, poco prima di Trieste, trovano ad aspettarli i due furgoni di Cristian Dalmiglio da Calendasco (PC) con altri quattro volontari. Intorno alle 23 iniziano il solito viaggio notturno.
Giovedì 17 novembre. Poco dopo mezzanotte entrano in Slovenia. Questa volta decidono di fare rifornimento di gasolio in Croazia. Esperimento fallito. E’ più caro che in Slovenia e danno il resto in Kune. Dopo Rijeka costeggiano fino a Senj per salire a Zuta Lokva e riprendere l’autostrada, ma tra le 3,00 e le 4,00 si concedono una sosta poco prima dell’autostrada per qualche sonnecchio. All’area di servizio dopo l’uscita di Spalato si uniscono i tre mezzi coordinati da Paolo Pattaro che con altri sette volontari erano partiti ieri mattina ed erano andati per cena e notte da Suor Zorka a Kosute, vicino a Trilj. Con tutti i 12 furgoni alle 8,30 arrivano alla Dogana per uscire dalla Croazia. Tutto bene qui e piuttosto veloci anche le pratiche per entrare in Bosnia. C’erano pochi tir. Arrivano a Medjugorje poco dopo le 10,30, in tempo per prendere le camere nella Pensione nuova di Zdenka e correre nella Cappella dell’Adorazione per la S. Messa degli italiani alle 11. Incontrano Galdino dal quale vengono a sapere che la notte ha continuamente diluviato mentre ora splende il sole. Nel pomeriggio il gruppo di Paolo Pattaro va a Mostar per scaricare soprattutto ausilii ortopedici e pannoloni alla Parrocchia Sv. Matej di Don Ljuban e alla Caritas diocesana, accompagnati da Djenita. Porteranno aiuti anche a Ljubuski da Suor Paolina per le sue 50 nonnine. Gianluca con un gruppo sale in preghiera la Collina del Krizevac con le pietre fradice: è semideserta. Partecipano poi alle funzioni serali in chiesa, che terminano con l’Adorazione Eucaristica. Per cena arriva l’avv. Goran Grbesic, Console onorario per l’Italia, al quale consegnano alcuni pacchi per famiglie in difficoltà.
Venerdì 18 novembre. Gianluca parte con 7 furgoni alle 6,30 e tre ore dopo raggiungono il quartiere Dobrinja di Sarajevo nella sede di “Sprofondo”, dietro la nuova chiesa di San Francesco. La brava Hajrija, responsabile di Sprofondo, ha convocato scadenziati i vari responsabili delle comunità beneficiarie degli aiuti. Il Pane di S. Antonio per le sue mense e gli anziani malati; il centro Emmaus di Klokotnica che ospita 400 degenti e per i profughi della “rotta balcanica” con una mensa a Velika Kladusa; la Caritas Diocesana per la mensa di Stup e le tante sue opere di carità; il Centro Disabili di Mjedenica; l’Orfanatrofio “Casa Egitto” delle Suore Ancelle di G.B. e i loro poveri intorno; il Seminario Internazionale di Don Michele Capasso a Vogosca; il Seminario francescano di Padre Franjo Radman a Visoko; il Monastero delle Clarisse di Brestovsko e i loro poveri vicini. Naturalmente un furgone è destinato qui a Sprofondo per i vari progetti e attività in favore di malati e non abbienti. Terminati gli scarichi, il parroco di San Francesco, il bravissimo fra Danijel, celebra per loro la S. Messa per ricordare i soci della loro associazione defunti e anche i loro parenti defunti. Concelebra Don Michele Capasso. E’ seguito un momento conviviale con pita e dolcetti. Hajrija raccomanda di continuare ad aiutarli in quanto sono in grandissima difficoltà anche perché la crisi, come da noi, ha triplicato tutto. I prezzi sono come i nostri, ma i loro stipendi (per chi ha un lavoro) sono di 250-300, massimo 400 euro. Partono e riprendono il Rosario con i CB in modo da completare i 4 misteri nella giornata. Una sosta a Jablanica nel pensionato anziani con 70 ricoverati per lasciare una lavastoviglie industriale recuperato da Paolo Di Fiore, cui aggiungono un po’ di alimenti. Passano senza fermarsi da Mostar, dove in giornata Maurizio ha portato all’Orfanatrofio farina e pomodoro per le pizze. Arrivano a Medjugorje in tempo per le funzioni serali. A cena si aggiungono i carissimi Suor Iva e Padre Petar Drmic ai quali poi riempiono le rispettive auto per i tanti poveri che assistono. Prima del meritato riposo, diversi vanno ancora a pregare al Cristo Risorto, alla Croce blu…qualcuno addirittura sul Podbrdo. A Medjugorje oggi è piovuto, mentre a Sarajevo era nuvoloso, ma senza pioggia.
Sabato 19 novembre/ Domenica 20 novembre. Alle 8,30 salgono ancora sulla Collina delle apparizioni (Podbrdo) e alle 11 sono nella Cappella per la S. Messa degli italiani, presieduta da un bravo sacerdote che ”catechizza in modo semplice e con spirito”. Al pranzo arriva ancora Suor Iva che regala al gruppo perle di Saggezza Spirituale. Fuori diluvia… ma alle 14,30 arrivano il furgone di Fra Josip da Drinovci e il camioncino della Croce Rossa di Livno con la carissima Suor Anemarie Radan che incontrano dopo quasi due anni a causa del Covid. Per caricare questi mezzi, vanno sotto la tettoia della fermata dei bus per tentare di non bagnarsi troppo. Gli ultimi alimenti rimasti li portano alla Casa delle Ragazze Madri (Majka Krispina) e alla Casa di Maria. Partecipano alle funzioni serali e, finita l’Adorazione Eucaristica, corrono in pensione per recuperare i bagagli e i panini preparati dalla cara Zdenka e partono i sette furgoni di Cuorgnè e i due del piacentino con Gianluca e Cristian. Alle 21 stanno entrando in Croazia e vengono investiti da una bufera di pioggia e di vento surreale. Ripartono quando cessa il temporale e proseguono con forti raffiche di vento e poca pioggia. Fortunatamente non hanno chiuso l’autostrada e proseguono anche dopo Maslenica. Arrivano su alla lunga galleria di Sveti Rok e vedono in movimento vari mezzi spargisale e spazzaneve, ma il termometro segna + 7°. Quando escono dalla galleria, caspita che nevicata! Devono andare a 50 all’ora. Ma il peggio l’hanno trovato da quando sono usciti dall’autostrada a Zuta Lokva fino al passo Vratnik: bufera di neve con lampi e fulmini e con un vento che spostava i furgoni. Hanno dovuto procedere quasi a passo d’uomo. Anche per circa metà della discesa su Senj ha continuato la bufera di neve finalmente poi trasformata in pioggia. Il resto del viaggio è proseguito bene e intorno a mezzogiorno erano oramai a casa.
Mi sono permesso dire a Gianluca che è troppo azzardato partire di notte sia all’andata che al ritorno senza aver riposato, con alle spalle giornate così intense. Il nostro Paolo, che guida i convogli al mio posto, col prossimo convoglio del 5/12 ha deciso anche all’andata di partire di mattina e di fare una sosta (per esempio da Suor Zorka), come facevamo prima del Covid.
“Grazie Maria che hai protetto questi nostri volontari ardimentosi. Grazie anche perché come tuo Figlio continui a chiamarci e a ripeterci: CHI PREGA NON DEVE AVER PAURA DEL FUTURO…”
 

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PROSSIME PARTENZE PREVISTE:    5/12 – 28/12

 

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